BetterCallclaude opensource: cosa funziona davvero nell'ai per avvocati

BetterCallClaude open source: cosa funziona davvero nell'AI per avvocati
L'autore ha pubblicato il codice dei connettori: la Corte Costituzionale ora risponde, la Cassazione da sola no.
Iscrivetevi su thesundayprompt.com per ricevere i numeri; per post e news quotidiane seguite The Sunday Prompt anche su LinkedIn e su Instagram.
La scorsa settimana, nel numero 73, avevo messo BetterCallClaude Italia a confronto con claude-for-legal e mi ero fermato su un punto preciso: il valore del progetto italiano stava nei suoi sette connettori alle banche dati giuridiche, e quei connettori erano una scatola nera. Codice non pubblico, infrastruttura di terzi, e alla prova dei fatti diversi rispondevano con un link al posto del contenuto. Era rimasta in sospeso una domanda: questi strumenti funzionano?
Adesso posso rispondere. L'autore Federico Cesconi ha pubblicato il codice sorgente dei connettori MCP, e con un'architettura molto più matura del primo giro: non più una collezione di script, ma un progetto software organizzato, con strumenti condivisi (gestione degli errori, limiti alle richieste, cache), un server unico che li espone tutti, test automatici, procedure di rilascio.
Ho provato i vari collegamenti e, dato che nel numero precedente questo "pezzo" mancava, vi do il resoconto di quello che è emerso.
La mia tesi: il progetto ha fatto le due cose che contano. Ha completato l'apertura del codice, quindi ora è verificabile da chiunque abbia un informatico di fiducia (o un LLM di fiducia) a cui chiederlo. E ha impostato la ricerca in maniera corretta: dove esistono OpenData ufficiali si possono costruire strumenti affidabili, senza cercare di forzare le porte chiuse. Il caso della Corte Costituzionale lo dimostra. Resta un progetto giovane ma con ottime promesse per il futuro: alcuni connettori reggono, altri sono fragili (per l'assenza di Open Data), due strumenti sono ancora gusci vuoti. La direzione, sicuramente, è quella giusta.
Un minuto di contesto
Due righe per chi non ha letto il numero scorso. I connettori MCP sono il pezzo che fa parlare il modello con una fonte esterna: un sito normativo, una banca dati, un archivio. Senza, il modello risponde a memoria, e sui riferimenti giuridici la memoria di un LLM è inaffidabile. Con i connettori, va a leggere la fonte e riporta dati verificabili. Nel numero 73 quei connettori erano chiusi: potevo solo interrogarli dall'esterno e guardare cosa rispondevano. Oggi il codice è pubblico, e questo cambia il tipo di domanda che posso fare. Non più "cosa risponde", ma "come è fatto dentro, e quindi di cosa mi posso fidare".
La buona notizia: la Corte Costituzionale ora risponde
È la sorpresa migliore. Nel primo articolo la ricerca delle sentenze della Consulta era inutilizzabile: il sito è protetto da un sistema anti-robot che respingeva gli accessi automatici, e il connettore si limitava a restituire un link.
L'autore ha avuto l'idea giusta. Invece di forzare la porta principale, è entrato da quella di servizio: la Corte Costituzionale pubblica i propri dati aperti ufficiali — l'intero archivio delle pronunce, scaricabile e aggiornato ogni settimana — su un indirizzo diverso e non protetto. Il nuovo connettore scarica quell'archivio, lo tiene in locale e ci cerca dentro. Provatelo: oggi lo strumento restituisce il testo integrale delle sentenze. Non un link, non un riassunto, il documento vero.
Resta un dettaglio incompiuto: la funzione che dovrebbe elencare le norme dichiarate incostituzionali è ancora un segnaposto con pochi esempi fissi, scollegata dall'archivio reale. Un completamento, non un difetto di struttura.
📌 Da ricordare — Dove la fonte pubblica dati aperti ufficiali, lo strumento diventa affidabile e legittimo nello stesso gesto. È la strada maestra dell'IA giuridica.
Le banche dati normative: solide, con qualche ritocco da fare
Normattiva è il connettore più robusto. Attinge all'API ufficiale dei dati aperti e restituisce risultati strutturati e verificabili: estremi dell'atto, date, link ufficiali. La ricerca funziona bene. C'è però un guasto preciso: la funzione che dovrebbe recuperare un singolo atto dai suoi estremi non funziona sempre, probabilmente sarà necessario rivederla.
EUR-Lex funziona, e restituisce anche i titoli degli atti che prima comparivano vuoti. La correzione, però, ha introdotto un effetto collaterale curioso: pretendendo la versione italiana di ogni atto, il connettore finisce per nascondere del tutto gli atti che una versione italiana non ce l'hanno, invece di mostrarli in inglese.
La giurisprudenza resta il nodo
La Cassazione è lo strumento più desiderato da ogni avvocato e il più difficile da costruire. Qui l'autore ha cambiato strategia (mancando Open Data a cui attingere): punta alla banca dati ufficiale del Ministero della Giustizia, ItalGiure. Se l'utente inserisce le proprie credenziali di accesso — quelle che si ottengono via SPID come operatori del diritto — il connettore recupera dati veri. Senza quelle credenziali inserite a mano, non parte nulla: si torna a ricevere solo link, esattamente come prima. In configurazione standard, insomma, la "ricerca dei precedenti di Cassazione" continua a essere articolata.
TAR e Consiglio di Stato. Anche qui c'è stata una riscrittura: non più scraping del portale, ma una banca dati aperta della giustizia amministrativa. L'intenzione è giusta, ma il codice fa assunzioni non verificate sui nomi degli archivi e, soprattutto, alcune volte risente della lentezza della fonte. Lo classifico come fragile: può funzionare, ma non in modo garantito.
Dove il progetto può migliorare
Due connettori non riguardano le banche dati ma il lavoro intellettuale.
Il riconoscimento delle citazioni dovrebbe leggere una stringa come "D.Lgs. 231/2001, art. 25-ter" e scomporla nei suoi elementi. Restituisce solo il numero dell'articolo, alcune volte troncato, e perde tipo, numero e anno della legge.
La redazione di atti dovrebbe generare bozze di contratti, ricorsi, pareri. In realtà è ancora un modello vuoto: prende quello che l'utente ha già scritto e lo incolla dentro un'intestazione fissa. L'utente quindi deve avere una propria libreria di modelli da cui partire, ma più che un difetto credo sia una scelta voluta dall'autore.
C'è infine una nota onesta sui test. Il progetto ne include parecchi, di solito un buon segno. Leggendoli, però, si scopre che controllano quasi solo la forma, non la sostanza: verificano che i comandi accettino i parametri giusti, non che le ricerche restituiscano i risultati giusti. Tradotto: i test passano anche quando la ricerca non restituisce risultati completi.
Ecco la fotografia di oggi:
| Strumento | Stato |
|---|---|
| Normattiva (leggi) | ✅ Funziona (recupero del singolo atto rotto) |
| Corte Costituzionale | ✅ Funziona — la vera novità |
| EUR-Lex (diritto UE) | 🟡 Funziona, ma nasconde gli atti senza testo IT |
| Cassazione (ItalGiure) | 🟡 Solo con credenziali personali |
| TAR / Consiglio di Stato | 🟡 Fragile |
| Riconoscimento citazioni | ❌ In miglioramento |
| Redazione atti | 🟡 Da popolare dall'utente |
Prompt della settimana
La lezione del numero è una sola: prima di fidarsi di uno strumento di IA giuridica, conviene capire da dove prende i dati. Questo prompt serve a farlo, su qualsiasi connettore o tool, anche senza saper leggere il codice.
Sto valutando uno strumento di IA giuridica che dice di cercare in
[fonte: Cassazione / Normattiva / Corte Costituzionale / EUR-Lex / TAR].
Aiutami a verificarlo prima di fidarmi:
1. quella fonte pubblica dati aperti ufficiali (dataset, API,
archivio scaricabile)? Se sì, indicami l'indirizzo ufficiale;
2. dammi 3 query di prova con cui controllare se lo strumento
restituisce il TESTO INTEGRALE del documento o solo un link;
3. spiegami come capire, dalla risposta, se i dati arrivano dalla
fonte ufficiale o dalla memoria del modello;
4. elencami i rischi se lo strumento accede al portale con accessi
automatici invece che ai dati aperti (blocchi, ban dell'IP,
dati non aggiornati).
Note d'uso: il punto 2 è quello che smaschera la ricerca finta, perché un link non è una ricerca. E se la fonte ha dati aperti (punto 1), è lì che uno strumento serio va a prenderli — come ha fatto dove ha potuto BetterCallClaude.
Da portare a casa
- Codice aperto vuol dire verificabile: oggi "cosa funziona e cosa no" si legge, non si indovina. Vale la pena pretenderlo da ogni strumento a cui affidiamo le ricerche dei clienti.
- Dove la fonte ha dati aperti ufficiali, lo strumento diventa solido. Dove si forzano portali chiusi, si torna ai link e si rischia di farsi bloccare l'IP, con il rischio di essere tagliati fuori anche dalla normale consultazione.
Se usate BetterCallClaude o un connettore giuridico simile, scrivetemi cosa vi restituisce sui casi veri, soprattutto su Cassazione e giustizia amministrativa.
Happy prompting 🖖
Tag
