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Guida a Claude (2/5): la chat, usata bene

max@thesundayprompt.com·
Guida a Claude (2/5): la chat, usata bene
Guida a Claude (2/5): la chat, usata bene — The Sunday Prompt
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Claude Guida Chat Projects

Guida a Claude (2/5): la chat, usata bene

Seconda puntata. La chat che già conoscete ha strumenti stanziali — Projects, Artifacts, ricerca, analisi — che la trasformano da blocco note a luogo di lavoro.


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Settimana scorsa abbiamo disegnato la mappa: cosa fa Claude, cosa no, i tre prodotti, abbonamenti e impostazioni. Oggi entriamo nel primo dei tre, quello che usate già tutti i giorni — la chat — e vi mostro gli strumenti che la maggior parte delle persone non apre mai.

Parto da un'osservazione semplice. Quasi tutti usano la chat come un blocco note: si apre, si scrive, si copia la risposta, si chiude. La volta dopo si ricomincia da zero, si rispiega chi siamo, cosa vogliamo, con che tono. È come riassumere al collega tutta la pratica ogni volta che entra nella stanza, invece di lasciargli il fascicolo sulla scrivania.

La mia tesi per questo numero: la chat resa stanziale — con i Projects, gli Artifacts e gli strumenti di ricerca e analisi — è già l'ottanta per cento di ciò che serve a un professionista, senza toccare Cowork o Code. Non serve installare niente, non serve essere tecnici. Servono cinque accorgimenti, e li vediamo uno per uno.

Una precisazione prima di partire: abbonamenti, modelli e impostazioni li ho trattati nel numero 75, e non li ripeto. Qui si lavora dentro la chat.

La chat fatta bene, le basi vere

Prima degli strumenti con un nome, ci sono quattro gesti che separano chi la chat la usa bene da chi la subisce. Banali a dirsi, quasi nessuno li fa.

Il primo: allegare, non incollare. Se avete un contratto da far analizzare, caricatelo come file invece di incollarne il testo nel messaggio. Claude lo legge meglio, mantiene la struttura (articoli, numerazione, allegati) e la conversazione resta leggibile. Vale per PDF, Word, fogli di calcolo, immagini di documenti.

Il secondo: la chat temporanea per i dati personali. Claude ha una modalità di conversazione che non resta nella cronologia. Per un professionista che tratta dati di clienti è il posto giusto quando il contenuto è delicato e non volete che resti memorizzato. Si combina con l'impostazione sull'addestramento di cui ho scritto nel numero scorso: prima si decide cosa Claude può fare dei vostri dati, poi si sceglie dove scrivere.

Il terzo: modificare il messaggio, non accumularne. Quando la risposta non vi soddisfa, la tentazione è scrivere "no, intendevo un'altra cosa" e tirare avanti. Conviene invece tornare sul messaggio di partenza e correggerlo. La conversazione resta corta e pulita, e — come vedremo nell'ultima sezione — costa meno.

Il quarto: il contesto in testa. Una riga prima della richiesta cambia la risposta: chi siete, per chi scrivete, cosa volete in uscita. "Sono un avvocato, devo spiegare questa clausola a un cliente non giurista, voglio dieci righe in italiano semplice" produce un risultato diverso da "spiega questa clausola".

💡 Esempio (ipotetico) — Dovete far riassumere tre sentenze in un formato fisso. Invece di incollarne il testo una dopo l'altra in un messaggio chilometrico, le allegate come file, scrivete in testa il formato che volete ("per ciascuna: estremi, questione, principio, una riga di commento") e lavorate in una chat sola, dedicata. Il risultato è ordinato e ripetibile.

I Projects: il fascicolo che resta

Un Project è uno spazio di lavoro dedicato a una materia, un cliente o un tipo di compito, con due cose che la chat singola non ha: istruzioni fisse e una base di conoscenza che resta lì.

Le istruzioni sono le regole che valgono per ogni conversazione dentro quel Project: il vostro ruolo, il tono, il formato, le cose da non fare mai. La base di conoscenza sono i file che caricate una volta — un modello di atto, le vostre clausole tipo, una nota interna — e che Claude ha sempre sotto mano. Aprite una nuova chat dentro il Project e parte già sapendo tutto questo, senza rispiegare niente.

Tre cose pratiche, verificate sulla documentazione di Anthropic. I Projects funzionano anche nel piano gratuito, con un massimo di cinque; la funzione che espande la capienza quando i file diventano tanti è riservata ai piani a pagamento. E la condivisione con un team è una funzione dei piani Team ed Enterprise.

Come si crea, passo per passo. Non serve niente di tecnico, sono cinque clic.

  1. Aprite i Projects: dalla colonna di sinistra in Claude, oppure direttamente su claude.ai/projects.
  2. Cliccate "Nuovo progetto" in alto a destra; date un nome e una descrizione (il nome è quello che ritrovate nell'elenco, mettetelo parlante: "Pareri privacy", "Cliente Rossi", "Diffide").
  3. Cliccate "Imposta istruzioni" e scrivete le regole del Project: chi siete, per chi scrivete, il formato che volete, le cose da non fare mai. Salvate.
  4. Con il pulsante "+" caricate i file della base di conoscenza: modelli, clausole tipo, note interne. Restano lì per tutte le conversazioni di quel Project.
  5. Aprite una nuova chat dentro il Project e cominciate a lavorare: parte già sapendo tutto quello che gli avete dato.
progetti_nuovo_progetto.png

C'è un punto che spiazza chi inizia, e vale la pena dirlo: due chat diverse dentro lo stesso Project non si "ricordano" a vicenda. Condividono le istruzioni e la base di conoscenza, non quello che vi siete detti in un'altra conversazione. Se un'informazione deve valere per tutte le chat del Project, va messa nella base di conoscenza, non lasciata dentro una chat.

📌 Da ricordare — La chat singola è una conversazione; il Project è il fascicolo. Quando un compito torna (stessa materia, stesso cliente, stesso formato), conviene il Project: scrivete le regole una volta e le ritrovate ogni volta.

💡 Esempio (ipotetico) — Un Project "Pareri privacy": nelle istruzioni mettete che siete un avvocato, che il parere va in italiano formale con struttura fissa (quesito, quadro normativo, analisi, conclusione operativa) e che i riferimenti normativi vanno sempre verificati; nella base di conoscenza caricate il vostro modello di parere e una nota con le norme che citate più spesso. Da lì in poi, ogni nuovo parere parte già nel formato giusto.

Gli Artifacts: il documento vivo a fianco della chat

Quando chiedete a Claude qualcosa di sostanzioso — un testo lungo, una tabella, una pagina — lui non ve lo scrive dentro la conversazione, ma lo apre in una finestra a fianco. Quella finestra è un Artifact: un documento, un pezzo di codice, una pagina web a sé, un diagramma, persino un piccolo strumento interattivo.

La comodità è che l'Artifact è vivo. Lo modificate senza rigenerare tutto: evidenziate la parte che non va, chiedete la correzione, e cambia solo quella. Potete iterare a voce nella chat ("accorcia il secondo paragrafo", "rendi più formale l'incipit") e vedere il documento aggiornarsi. Gli Artifacts sono disponibili su tutti i piani, gratuito compreso, e si attivano dalle impostazioni, alla voce Funzionalità.

Si possono anche pubblicare: Claude genera un link condivisibile, utile per mostrare una bozza a un collega o a un cliente. Chi apre il link può anche farne una copia e modificarla per conto suo, senza toccare la vostra. C'è un limite di capienza per singolo Artifact, e — dettaglio da sapere — le piccole app interattive non funzionano da telefono, solo da computer.

Una distinzione utile, che la documentazione ufficiale non specifica: l'Artifact è un oggetto che vive e si modifica dentro Claude; i file veri che Claude vi consegna — il Word impaginato, l'Excel con le formule, le slide — sono invece output che scaricate e aprite con i vostri programmi. Sono due cose diverse e complementari: l'Artifact per lavorare e iterare, il file per portare fuori il risultato.

💡 Esempio (ipotetico) — Chiedete una checklist di due diligence in forma di tabella. Esce come Artifact: la rileggete, fate aggiungere una colonna "criticità", fate togliere due righe che non vi servono, tutto senza rigenerare la tabella da capo. Quando è a posto, la fate scaricare come foglio Excel da allegare alla mail.

Ricerca e analisi: due strumenti diversi

Dentro la chat ci sono due funzioni che influiscono su cosa Claude può fare con i dati e con il mondo esterno, e che vanno tenute distinte.

La Ricerca (Research) serve quando la risposta richiede informazioni aggiornate. Non fa una singola ricerca: ne fa diverse, una dopo l'altra, decidendo cosa approfondire, e vi restituisce una sintesi con le citazioni cliccabili, così controllate da dove arriva ogni affermazione. Si attiva dal pulsante "+" in basso a sinistra e richiede che la ricerca web sia attiva. Due avvertenze concrete: è una funzione dei piani a pagamento, e consuma i limiti d'uso più in fretta, perché va a leggere molte fonti. Per un giurista resta valida la regola che le citazioni si verificano sempre, anche quando sono cliccabili.

L'analisi dei dati è un'altra cosa. Qui Claude non risponde "a memoria": scrive ed esegue del codice in un ambiente isolato per fare calcoli su un file di dati. Gli caricate un foglio — poniamo l'estratto di un gestionale, o una tabella di movimenti — e gli chiedete medie, totali, trend, un grafico. Il vantaggio è che il risultato è calcolato, non stimato. Da qualche mese questa capacità si è allargata: oltre ad analizzare, Claude produce file scaricabili a partire dai dati (Excel, PDF, slide). È lo stesso motore dietro il "Claude produce file veri" di cui ho scritto nella prima puntata.

⚠️ Da ricordare — Ricerca e analisi rispondono a due bisogni diversi: la prima porta dentro informazioni dal mondo esterno (con citazioni da verificare); la seconda fa conti su dati (con risultati ripetibili).

💡 Esempio (ipotetico) — Per una memoria difensiva vi serve sapere come si è mossa di recente una certa autorità su un tema: è un lavoro da Ricerca, con le fonti da controllare a una a una. Per capire invece quanto pesano gli interessi di mora su un anno di fatture scadute, caricate il foglio e usate l'analisi dei dati: il numero esce calcolato.

Token e limiti, senza misteri

Resta la domanda che prima o poi arriva: perché ogni tanto Claude rallenta, o avvisa che avete raggiunto un limite. Vale la pena capirlo, perché bastano pochi accorgimenti per non incapparci.

Il fatto ufficiale è semplice: i modelli consumano in modo diverso. Haiku è leggero e veloce, Sonnet sta nel mezzo ed è l'opzione di tutti i giorni, Opus è il più capace ma il più "pesante". Usare Opus per un compito che Sonnet riesce tranquillamente a svolgere significa consumare token senza motivo. C'è anche un'impostazione che regola quanto a fondo il modello ragiona: più è alta, più costa. La regola pratica resta quella del numero scorso — Sonnet di default, Opus per il lavoro serio.

Poi c'è il funzionamento delle conversazioni: a ogni nuovo messaggio Claude rilegge l'intera conversazione. Al trentesimo scambio sta rileggendo i ventinove precedenti. Le chat lunghissime, quindi, diventano via via più lente e costose. Da qui i consigli pratici: un argomento per chat, correggere il messaggio invece di accumularne, e quando una conversazione si è fatta lunga chiedere a Claude un riassunto e ripartire da una chat nuova con quel riassunto. Aggiungo il caricamento intelligente dei file — un PDF pesa molto di più dello stesso testo pulito o di un file in formato markdown — e l'uso dei Projects per i documenti ricorrenti, così non li si "ripaga" a ogni conversazione.

Cinque errori comuni (e la correzione)

Gli stessi inciampi tornano in quasi tutti quelli che cominciano. Eccoli, con la soluzione giusta accanto.

  1. Incollare invece di allegare. Si copia il testo di un PDF dentro il messaggio, perdendo struttura e impaginazione. Correzione: allegare il file. Claude legge meglio e la chat resta pulita.
  2. La chat infinita. Si tiene aperta la stessa conversazione per giorni, su dieci argomenti diversi, e a un certo punto rallenta o "si dimentica" l'inizio. Correzione: un argomento per chat; quando si allunga, farsi un riassunto e ripartire.
  3. Fidarsi delle citazioni. La Ricerca dà link cliccabili, e questo dà l'impressione che sia tutto verificato. Correzione: aprire le fonti e controllarle, soprattutto su norme e giurisprudenza. Il link non è la verifica.
  4. Il Project troppo vago. Si scrivono istruzioni generiche ("sii professionale") e poi ci si stupisce che l'output non sia mirato. Correzione: istruzioni specifiche — ruolo, destinatario, formato, divieti. Più sono precise le istruzioni, più il Project è utile.
  5. Mettere l'informazione importante nella chat sbagliata. Si fornisce un dato chiave dentro una conversazione del Project e si ipotizza che valga per tutte. Correzione: se deve valere sempre, va nella base di conoscenza del Project, non in una singola chat.

In sintesi:

Errore Correzione
Incollare il testo invece di allegare il fileAllegare il file: Claude legge meglio e la chat resta pulita
Tenere aperta la stessa chat per giorni e dieci argomentiUn argomento per chat; quando si allunga, riassunto e nuova chat
Fidarsi delle citazioni perché il link è cliccabileAprire le fonti e controllarle, soprattutto norme e giurisprudenza
Istruzioni del Project generiche ("sii professionale")Istruzioni specifiche: ruolo, destinatario, formato, divieti
Mettere un dato che vale sempre dentro una sola chatSpostarlo nella base di conoscenza del Project

Prompt della settimana

Il modo migliore per cominciare con i Projects è non scrivere le istruzioni da soli, ma farsele costruire. Questo prompt vi fa intervistare da Claude: vi pone le domande giuste e alla fine vi consegna le istruzioni pronte da incollare.

Voglio creare un Project in Claude per un lavoro che mi torna spesso:
[descrivi in una riga, es. "prime bozze di pareri in materia di privacy"].

Prima di scrivere le istruzioni del Project, fammi tu le domande,
una alla volta, per capire:
- il mio ruolo e chi è il destinatario tipico del risultato
- il formato e la lunghezza che voglio in uscita
- il tono, e le cose che non devi fare mai
- quali file dovrei caricare nella base di conoscenza del Project

Quando hai abbastanza informazioni, scrivimi le istruzioni del Project,
pronte da incollare nel campo "istruzioni".

Note d'uso: rispondete alle domande con calma e tenetele come bozza: le affinerete usandole, aggiungendo una riga ogni volta che un output non vi torna.

Prontuario: altri prompt da tenere a portata

Quattro prompt brevi da copiare e adattare. Quattro modi di chiedere che ottimizzano il risultato.

Per far analizzare un documento allegato:

Sei un avvocato esperto in diritto (argomento) italiano.
Ti allego [un contratto / una sentenza / un atto].
Leggilo per intero, poi:
1. dimmi in tre righe di cosa si tratta;
2. estrai [le clausole su X / le scadenze / i punti critici] in elenco;
3. segnala cosa manca o cosa è ambiguo.
Non aggiungere commenti generali: solo quanto chiesto.

Per riassumere sempre nello stesso formato:

Riassumi il documento allegato in questo formato fisso:
- Estremi:
- Questione:
- Principio / contenuto chiave:
- Una riga di commento operativo:
Usa questo schema identico ogni volta che te lo chiedo.

Per impostare il contesto in testa (da incollare prima della richiesta):

Sono un avvocato. Il destinatario è [un cliente non giurista / un collega].
Voglio un testo in italiano [formale / semplice], lungo circa [X] righe.
Tieni un tono [asciutto / cortese] e non usare formule comuni.
Ecco cosa mi serve: ...

Per far correggere un Artifact senza rifare tutto:

Nel documento che hai creato, cambia solo questo:
[indica la parte e la modifica].
Lascia invariato tutto il resto.

Da portare a casa

  • La chat resa stanziale vale già moltissimo: i quattro gesti di base (allegare, chat temporanea per i dati personali, modificare invece di accumulare, contesto in testa) cambiano la resa da subito.
  • Quando un compito è ricorrente, aprite un Project: istruzioni e file una volta sola, e ogni nuova chat parte già nel contesto giusto. Ricordando che le chat di un Project non si parlano tra loro se non via base di conoscenza.
  • Ricerca e analisi sono due strumenti diversi: la prima porta dentro fonti (da verificare), la seconda fa i conti sui dati. E le chat corte costano meno.

La prossima domenica passo al secondo dei tre prodotti: Cowork, l'AI che lavora sui vostri file in locale. Nel frattempo, se aprite il vostro primo Project, scrivetemi per cosa l'avete fatto: sto raccogliendo gli usi più utili per i professionisti.

Happy prompting 🖖

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#2026#guida prompt#claude