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Guida a Claude (5/5): da dove si comincia
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Guida a Claude (5/5): da dove si comincia
Chat, Cowork, connettori: il primo da attivare è quello che libera il tempo che perdete adesso.
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Nei quattro numeri precedenti ho descritto gli strumenti uno per uno: la mappa dei piani e dei prodotti, la chat con i Projects, Cowork, i connettori. Cosa fa ciascuno, quanto costa, dove gira, quali limiti ha.
Ora che ci sono tutti, si può rispondere alla domanda che nei singoli numeri restava sospesa: in che ordine si attivano. Chi parte oggi ha davanti quattro prodotti distinti e nessuna indicazione su quale accendere per primo. Accenderli tutti insieme è il modo più rapido per non usarne bene nessuno.
L'ordine giusto cambia da persona a persona. Il criterio per trovarlo resta quasi sempre lo stesso: prima di ragionare su Chat, Cowork o connettori, guardate dove perdete più tempo nel vostro lavoro adesso. Di solito è un punto solo. Da lì si comincia.
Questo è il numero che chiude la serie. Riprendo i quattro livelli in sintesi, do un framework per scegliere, e poi propongo tre configurazioni concrete per tre profili diversi: punti di partenza da adattare al vostro caso.
I quattro livelli in sintesi
Ho dedicato un numero a ciascuno. Qui li riprendo in una riga, con il rimando per chi vuole rileggere.
Chat + Projects (n.76): la conversazione guidata turno per turno, con memoria di progetto e documenti allegati. Disponibile su web, mobile e desktop. Il punto di forza è la velocità — domande, bozze, ragionamenti, confronti. Il limite è che l'output lo montate voi: Claude risponde, voi prendete quello che vi serve e lo usate.
Cowork (n.77): la delega. Descrivete l'obiettivo, Claude lavora sui vostri file, vi consegna il risultato nella cartella. Solo su desktop, richiede piano a pagamento e computer acceso mentre lavora. Per i lavori sostanziali su più documenti è il cambiamento più visibile nella giornata.
Connettori / MCP (n.78): l'accesso ai servizi che già usate. La posta, il calendario, l'archivio documentale, il CRM. L'infrastruttura è MCP — lo standard aperto adottato da Microsoft, Google, Salesforce e decine di altri provider. Invece di portare i file a Claude, Claude li raggiunge dove stanno.
Claude Code: il quarto prodotto, per chi scrive codice. Fuori da questa serie, ma vale saperlo: esiste nell'app desktop, ha integrazione git e diff visivo.
Come si sceglie
Il framework ufficiale Anthropic è diretto: "Usa Chat se quello che vuoi si risolve in pochi scambi. Usa Cowork se quello che ti serve è un deliverable."
Per valutare se un task è per Cowork, ci sono cinque indicatori. Se ne soddisfa tre o più, Cowork è la scelta giusta.
- Ha input multipli o richiede accesso a una cartella
- L'output è un file, non testo da leggere in chat
- Lo ripetete regolarmente — ogni settimana, ogni mese
- Avete criteri chiari per valutare se il risultato è buono
- Ha passaggi intermedi ripetitivi: estrazione, compilazione, riformattazione
Se ne soddisfa 0 o 1, la chat basta.
Un esempio pratico: "riassumi questo articolo" soddisfa 0 indicatori — basta la chat. "Prepara una tabella comparativa delle clausole di responsabilità dei dieci contratti nella cartella clienti, nel formato del nostro modello standard, e salvala come file Excel" ne soddisfa quattro su cinque: cartella, file di output, criteri di qualità chiari, passaggi intermedi ripetitivi. Cowork è la scelta giusta.
I connettori si aggiungono quando il vostro archivio operativo sta già in un servizio esterno — posta, calendario, gestionale, CRM — e volete che Claude lo raggiunga direttamente invece di allegare ogni volta gli stessi file. Il connettore per Microsoft 365 o Google Workspace è il primo da valutare per quasi tutti. Gli altri vengono dopo, quando il flusso di base funziona.
📌 Da ricordare — Tre domande, tre risposte: perdete tempo a rispiegare il contesto ogni volta che aprite una chat nuova? → Projects. Perdete tempo a montare documenti da fonti diverse? → Cowork. Perdete tempo ad allegare le stesse email e gli stessi file? → Connettore per la posta.
Tre configurazioni tipo
Professionista individuale — avvocato, consulente, libero professionista con piano Pro o Max.
Il punto di partenza è Chat + Projects: create un Project per ogni area di lavoro ricorrente — le pratiche, i clienti fissi, i temi normativi che trattate spesso — caricate i documenti di riferimento e scrivete le istruzioni del progetto una volta. Da quel momento ogni conversazione ha già il contesto.
Quando siete a vostro agio con Projects, aggiungete Cowork per i lavori sostanziali. Iniziate da un task che fate già regolarmente e che ha un output file chiaro: un parere su più documenti, una rassegna normativa, un report periodico. Partite dal task che conoscete meglio, così riconoscete subito se il risultato è buono.
Il terzo passo è un connettore — uno solo, per la posta e il calendario. Microsoft 365 o Google Workspace. I plugin e i connettori verticali (iManage, Relativity, ecc.) vengono dopo, e solo se usate già quegli strumenti nel vostro flusso.
Team di studio — 5–20 persone, piano Team.
I Projects condivisi sono il centro: pratiche, clienti, aree normative accessibili a tutti i colleghi coinvolti. La governance la imposta l'amministratore — chi vede cosa, quali connettori sono abilitati, quali operazioni di scrittura sono bloccate.
Cowork resta individuale: ogni persona lavora sui propri file, con le proprie cartelle di progetto. I risultati vanno nei Project condivisi dove serve.
I connettori più utili a questo livello sono M365 o Google Workspace per tutti. Non collegate tutto insieme: i connettori con permessi di scrittura vanno valutati con l'amministratore prima di abilitarli per il team.
Manager in azienda strutturata — piano Team o Enterprise.
Qui la governance precede l'uso. Prima si configura l'amministrazione — connettori abilitati, permessi per ruolo, audit trail via OpenTelemetry — poi si distribuisce lo strumento. I task ricorrenti schedulati in Cowork sono spesso il caso d'uso più immediato: briefing mattutino da Slack e Gmail, dashboard aggiornato da un foglio Excel, report settimanale su metriche. Cowork può eseguirli in autonomia a orario fisso, senza che nessuno li avvii manualmente.
I connettori variano per ruolo: M365 + Slack per quasi tutti, Salesforce o HubSpot per chi lavora nel commerciale, Jira o Notion per chi gestisce progetti. I plugin per ruolo — HR, Finance, Operations — sono disponibili e si valutano dopo che i connettori base funzionano.
⚠️ Prima di metterci i dati dei clienti — Il piano decide il regime dei dati. Sui prodotti commerciali (Team ed Enterprise, oltre all'API) Anthropic dichiara di non usare per default input e output per addestrare i modelli, e il Data Processing Addendum è incorporato per richiamo nei Commercial Terms: c'è l'atto che l'art. 28 GDPR pretende quando affidate a un terzo un trattamento di cui restate titolari. Sui piani consumer — Free, Pro e Max — dal 28 agosto 2025 le conversazioni alimentano l'addestramento salvo che disattiviate l'opzione nelle impostazioni privacy, e il DPA non c'è. Chi lavora su documenti di clienti con un piano Pro sta trattando dati altrui su un servizio privo di contratto di responsabile del trattamento. Un'avvertenza che vale su ogni piano: il pollice su e il pollice giù valgono come autorizzazione esplicita all'uso della conversazione per l'addestramento, con conservazione a cinque anni; su Team ed Enterprise l'amministratore la disattiva dall'impostazione "Rate chats".
Caso della settimana: Freshfields e Quinn Emanuel
Due esempi reali che mostrano cosa succede quando l'adozione è seria, non sperimentale.
Freshfields è uno dei maggiori studi legali internazionali: migliaia di avvocati, 33 uffici. Nelle prime sei settimane dal deploy di Claude all'interno dello studio, l'utilizzo è cresciuto del 500%. Il dato l'ha pubblicato Anthropic, e il numero non è sorprendente per un motivo preciso: la soglia di adozione si abbassa molto quando qualcuno — l'amministratore, il team IT, un responsabile della formazione — ha già fatto la configurazione di base e impostato le regole. Il singolo trova lo strumento pronto, non deve ragionare su OAuth e permessi.
Quinn Emanuel ha un approccio diverso, più utile per chi lavora da solo. Christopher Kercher, il partner che guida l'AI & Data Analytics dello studio, ha costruito la piattaforma di litigation interna su Claude senza competenze di coding. Il metodo che descrive è quello dell'onboarding: inserisce Claude in un caso come farebbe con un collega che entra a metà — gli dà la cronologia, gli estratti chiave, i temi della causa. La stessa logica che ho descritto nel numero 77 per le cartelle di Cowork.
Il punto che mi sembra trasportabile in qualsiasi contesto professionale è questo: la qualità dell'output dipende quasi sempre dalla ricchezza del contesto che date. Un Projects ben impostato, con i documenti giusti e istruzioni chiare, batte un uso distratto di Cowork.
Da portare a casa
- Si comincia dal problema che vi costa più tempo adesso, qualunque strumento lo risolva. Il livello di sofisticazione viene dopo.
- La sequenza per chi parte da zero: Chat + Projects per il lavoro quotidiano, Cowork per i deliverable sostanziali, un connettore per non allegare sempre le stesse cose.
- In team, la governance precede l'uso. Chi configura i permessi e prepara il terreno fa la differenza tra uno strumento adottato e uno usato da tre persone.
Chiudo qui la serie "Guida a Claude". Cinque numeri, quattro strumenti — e una domanda che resta aperta: come state usando Claude nel vostro lavoro, e cosa non funziona come vi aspettavate? Rispondetemi. Leggo tutto, e le risposte che ricevo diventano spesso il punto di partenza per i numeri successivi.
Happy prompting 🖖
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