Guida a claude (1/5): ... cosa fa, quanto costa, come si parte

Guida a Claude (1/5): cosa fa, quanto costa, come si parte
Comincia oggi una guida in cinque puntate. Prima lezione: le basi vere — cosa puoi chiedere a Claude, cosa no, quanti Claude esistono e come si parte.
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Da oggi e per le prossime quattro domeniche pubblico una guida a Claude in cinque puntate: oggi le basi e la mappa generale, poi un numero a testa su Claude in chat, su Cowork, sui connettori e sulle skill. Una a settimana, dalla cosa più semplice alla più potente.
Parto da una domanda che mi hanno fatto due volte in una settimana: "Claude mi fa anche le immagini?". No, non le fa. E la cosa interessante non è la risposta, è che la domanda nasce da un equivoco diffuso: si pensa a Claude come a uno strumento unico che o sa fare una cosa o non la sa fare. Claude invece è il nome di tre prodotti diversi, con i loro abbonamenti, modelli e impostazioni — e prima ancora di scegliere quale aprire conviene sapere cosa quel nome sa fare, cosa no, e come si parte.
La mia tesi per questo primo numero: prima dei trucchi servono le basi. Sapere cosa puoi produrre, dove lo produci e come lo configuri vale più di qualsiasi prompt perfetto. Salto volutamente niente per scontato, comprese le cose che a chi è già dentro sembrano ovvie — perché è proprio lì che il principiante si blocca.
Cosa puoi farci e cosa no
Claude lavora sul linguaggio e sui dati strutturati. Dentro questo perimetro fa molto: scrive (lettere, pareri, prime bozze di atti, sintesi); analizza documenti lunghi (gli dai un contratto di quaranta pagine e gli chiedi le clausole sul recesso, il confronto tra due versioni, le scadenze); produce file veri, non solo testo nella chat (fogli Excel con le formule, presentazioni in slide, documenti Word impaginati); cerca su più fonti quando è collegato; e, per chi vuole spingersi oltre, costruisce piccoli strumenti.
💡 Esempio — In Qubit avevamo un problema concreto: la comunicazione dei fornitori rilevanti per il NIS ad ACN chiede di classificare ogni fornitore con i codici CPV, e l'elenco ufficiale conta quasi novemilacinquecento voci. Con Claude abbiamo costruito uno strumento interno, il CPV ACN Finder, che cerca dentro quell'elenco in tre modi: per descrizione del servizio, per codice ATECO e seguendo le FAQ dell'ACN. Lo spoglio manuale di una tabella enorme è diventato una ricerca di pochi secondi. È questo che intendo per "costruire uno strumento", e ci torno nell'ultima puntata.
Fuori dal perimetro, invece, ci sono cose che vale la pena sapere subito. Claude non genera immagini: non disegna loghi, non crea foto, non produce illustrazioni (quelle di questa newsletter le faccio con altri strumenti). Le immagini le legge — gli carichi la foto di un documento o la scansione di un contratto e te lo analizza — ma dalla sua parte non ne escono. Lo stesso per audio e video. E c'è il limite che per noi conta di più: senza un collegamento a una fonte vera, sui riferimenti normativi e giurisprudenziali Claude resta uno strumento generalista, e come tale non ha la massima affidabilità. Non perché "sbagli": quando non è collegato a una banca dati, ricostruisce la risposta più probabile invece di leggerla da qualche parte. Ci ho dedicato due numeri interi (il 73 e il 74, filone Better Call Claude).
⚠️ Da ricordare — Claude scrive, analizza, calcola, impagina. Non disegna, non parla, e non va creduto sui riferimenti giuridici finché non lo colleghi alla fonte. La verifica della citazione resta nostra.
I tre Claude (e cosa serve per usarli)
Chiarito cosa entra e cosa no, resta la domanda di partenza: dove si fanno queste cose. Claude vive in tre prodotti, e ciascuno ha un suo modo di accendersi — qui sta una delle cose che nessuno dice.
La chat è quella che conoscete: il sito claude.ai. Si apre nel browser, non si installa niente, basta un account. C'è anche un'app per il computer e per il telefono, ma per cominciare il browser è sufficiente. È il posto giusto per pensare, redigere, far analizzare un documento che gli alleghi: la gran parte del lavoro di un professionista si fa qui.
Cowork lavora sui vostri file in locale: le date una cartella del computer, la legge, ci lavora dentro e salva i risultati lì. Per usarlo, però, bisogna scaricare e installare l'applicazione desktop di Claude: non gira nel browser. Sembra ovvio, ma è il primo scoglio di chi prova e non trova la funzione dove se l'aspetta. Ci dedico la terza puntata.
Code è lo strumento da terminale, nato per chi programma ma usabile anche da chi non lo fa. Va installato e si usa da riga di comando: è il gradino più tecnico, e lo affronto con calma nell'ultima puntata.
📌 Se dovete… aprite…
| Se dovete | Aprite | Cosa serve |
|---|---|---|
| Scrivere, far analizzare un documento, ragionare | Chat | Solo l'account (browser) |
| Far lavorare l'AI sui file di una cartella | Cowork | App desktop installata |
| Costruire uno strumento o un'automazione | Code | Installazione, terminale |
Abbonamenti e modelli
Due cose pratiche prima di tutto il resto: quanto si paga e quale "motore" si usa.
Gli abbonamenti vanno dal piano gratuito, che basta per provarlo con limiti stretti, al piano Pro per l'uso quotidiano (intorno ai 20 € al mese), fino al piano Max per chi lo usa molto (da circa 100 € al mese), più i piani Team ed Enterprise pensati per gli studi e le aziende. Più si sale, più aumentano i messaggi disponibili e si sbloccano i prodotti: Cowork e Code, per esempio, non sono nel gradino più basso.
I modelli sono i diversi "cervelli" di Claude, e si scelgono dentro la conversazione. Tre famiglie: Opus è il più capace, per i ragionamenti complessi e i lavori che non ammettono sbavature (oggi la versione è Opus 4.8, ne ho scritto nel numero 72); Sonnet è l'equilibrio, l'opzione di tutti i giorni; Haiku è il più rapido e leggero, per i compiti semplici e ripetitivi. La regola pratica: Sonnet come impostazione di default, Opus quando il lavoro è serio, Haiku quando conta la velocità.
Le impostazioni in due minuti
Aperto Claude, in basso a sinistra ci sono le impostazioni. Non serve toccarle tutte; servono però due minuti per sapere cosa c'è.
Quelle che dovete guardare almeno una volta sono due. Privacy: qui si decide se i vostri contenuti possono essere usati per addestrare i modelli — per chi tratta dati di clienti è la prima voce da controllare e impostare consapevolmente. Fatturazione e Utilizzo: il piano attivo, il metodo di pagamento e quanto avete consumato (utile quando i messaggi "finiscono" prima del previsto).
Le altre si guardano quando servono. Generale per lingua e aspetto; Funzionalità per attivare o spegnere le funzioni (ricerca, analisi e simili); Connettori per collegare le app che già usate (è la quarta puntata); Claude Code e Cowork per le impostazioni dei due prodotti dedicati; Claude in Chrome per l'estensione del browser. Più in basso, la sezione Applicazione desktop (Generale, Estensioni, Sviluppatore) compare solo se avete installato l'app sul computer.
Tool della settimana — Claude Desktop
Il "tool" di questa settimana è il presupposto di metà della guida: l'app desktop di Claude. È gratuita, e serve perché Cowork e diverse funzioni avanzate non vivono nel browser ma qui.
Si scarica dalla pagina ufficiale — claude.ai/download — nella versione per il vostro sistema (Mac o Windows), si installa come una normale applicazione e si entra con lo stesso account della chat. Da lì avrete sia la chat sia, a seconda del piano, l'accesso a Cowork.
Pro: è il punto d'ingresso ai prodotti che contano nelle prossime puntate, e tiene il lavoro sul vostro computer. Limite: è un'installazione in più rispetto al "tutto nel browser", e alcune funzioni dipendono dal piano. Se in questi giorni volete portarvi avanti, scaricatela: la terza puntata parte da qui.
Da portare a casa
- Claude scrive, analizza, calcola e impagina file veri; non crea immagini, audio o video, e sui riferimenti giuridici va verificato sempre.
- "Claude" sono tre prodotti: la chat gira nel browser, Cowork e Code vanno installati. Scegliere quello giusto conta più del prompt perfetto.
- Prima di partire, due voci nelle impostazioni: Privacy (l'addestramento sui vostri dati) e il piano in Fatturazione. E come modello, Sonnet di default, Opus per il lavoro serio.
La prossima domenica parto dal primo dei tre: la chat, usata bene. Nel frattempo, se c'è una cosa che avete provato a chiedere a Claude e non vi è riuscita, scrivetemela in risposta: la uso come esempio in una delle prossime puntate.
Happy prompting 🖖
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